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Castel Valdajer

Situato fra i territori di Ligosullo e Paularo, Castelvaldajer fu edificato in questa zona stupenda, fra boschi e pascoli. Quello che rimane oggi è un edificio adibito ad albergo, che certamente non ha più parvenze di "castello". La leggenda parla dell'ambiente dei pascoli, ove a primavera i pastori conducevano le greggi. Fra essi vi era un giovane, figlio del padrone del pascolo, che non si adattava alla vita di pastore e che bestemmiava contro le interminabili giornate fra il gregge. Una sera d'autunno, poco prima che finisse l'alpeggio, pioveva intensamente e il giovane si trovava solo nella malga. Sentì abbaiare il cane e quando aprì la porta si trovò dinnanzi una giovane donna molto bella. Si trattava di Volaia (da qui il nome Valdajer). Il ragazzo le chiese di andarsene via con lei. Così, al ritorno dei pastori e del padre, questi non trovarono più traccia di lui. Lo chiamarono e cercarono a lungo, ma nulla da fare. Il padre, alla fine, decise di partire con le capre verso il Plan da Listeli, ordinando di appendere sulla porta della casera una croce che tenesse lontane le streghe. Il vecchio fu ritrovato nella primavera successiva, accanto ad un sasso da cui sgorgava una sorgente. Castel Valdajer, nella struttura fine '800 primi '900 in una foto, ripresa anche nel titolo, dell'archivio Doriguzzi). Sulla storia del castello le testimonianze, secondo Natalino Sollero ( "L'Incarojo fra storia e leggenda", Campanotto editore 1994), dicono che a Valdajer "avendo il Parlamento Friulano eretto a protettore dello Stato Patriarcale, contro le oppressioni dei conti di Gorizia, un certo Corrado I° von Kraig, barone del Sacro Romano Impero, un successore di questo, Corrado IV° von Kraig, trovandosi al comando delle sue truppe nei forti di Osoppo e di Sutrio, un giorno dell'anno 1430 salì sul Valdajer, rimanendo talmente incantato della località da decidere di costruirvi una sua dimora. Il fatto è documentato dalla data fissata sulla volta della porta del castello, ora portata a Stockdorf, presso Monaco di Baviera, e dai lasciti di Corrado IV° al figlio Leonardo Kraig, registrati dal notaio Beltrando da Tolmezzo il 22 aprile 1488". Il Sollero giunge poi a notizie del 1839, quando Jacopo Nicolò Craigher ricostruì il castello sulle vecchie mura, per adibirlo a residenza estiva. L'architettura assunse lo stile neogotico di tipo tedesco e fu adibita anche ad ospitare personalità del mondo degli affari e più generalmente di quello mitteleuropeo. Successivamente l'edificio fu notevolmente ampliato nel 1880 dal barone Dionisio Craigher "de Jachelutta", marito di Amelia von Flotw. Si dice che (sempre secondo il Sollero) in quel periodo vi abbia soggiornato in forma privata l'imperatore Francesco d'Asburgo. Seguì poi la decadenza della struttura, con l'incendio del 1917 ad opera delle truppe in ritirata. Vi fu una ricostruzione per opera del senatore Pier Silverio Leicht (parente del barone Corrado Craigher) con i finanziamenti dei danni di guerra. Il Nobile Orgnani di Tricesimo acquistò l'edificio nel 1972 e lo trasformò in castello-albergo, cedendolo successivamente ai fratelli Altan di Ramuscello, i quali lo usano quale struttura turistica.