Quanto segue è l'elenco delle case di Udine che furono di proprietà delle famiglie Ognani, Orgnani-Martina, Martina e Tacelli, tratto da "Memorie sulle antiche case di Udine" di Giovanni Battista della Porta e a cura di Vittoria Masutti. Tale elenco si ricollega alla mappa di Udine di Antonio Lavagnolo (File 2,32 MB).

 

424 ( Blu-verde )

1776. È dei sigg. Tomasini. Anticamente era stata dei Colloredo e degli Ianis, come i n. 423, 425 (vedasi n. 423).

1801. Ecc. sig. G.B. Orgnani (Nomenclatura, f. 16").

* 1809. Appartiene a G.B. Orgnani. «Si avverte che è giudice della r. corte» (Registro delli aloggi, f. 12"-13r).

1812. Osteria "A1 fornaro" (Esercenti).

* Gestione di Pascolo Marini, ivi domiciliato (ibid. ).

1832, febbr. 8. Il nob. G.B. Orgnani vende all'avv. Francesco Corti una casa in Via Savorgnana n. 424 «confina a lev. - Domenico q. G.B. Moro, mezz. con la contrada - pon. con casa fu del q. - Coriolano Galateo ed attualmente del sig. Bernardino Pasini, tenuta ad uso locanda da Giuseppe Francesconi all'insegna della "Stella d'Oro", ed a tram.- Domenico Fara e Giuseppe Federicis pur locandiere -» per ven. L 20560 (a.s.u., N., Nicolò Cassacco, 10610, 4310).

1832, giugno 1. È di Francesco q. Michele Cortis. Riforma la facciata (A.s.u., C.A. r, 193, 2294, con dis.).

* 1852. Appartiene a Chiara Del Bon (Competenze, 1 f. 12°).

 

443 ( Blu-giallo )

1757, ag. 22. Vedasi n. 1803.

1773, sett. 20. Vittoria in Orgnani ed Antonia Caratti eredi Tomasini vendono ad Antonio del Pedro «le due terze parti della casa posta - in contrada - Bellazoia appresso il domo, state a loro favore separate con l'operazione del sig. Aurelio Manetti pubbl. per. -, pubblicata in atti miei li 12 sett. corr. -». Confina lev. corticella fu Gallici ora Del Pedro, mezz. casa eredi Verzegnassi, pon. contrada Bellazoia, tram. fabbricati dei sigg. Gallici (A.S.u., N., Antonio Cavassi, 9878, I instr., 62, f. 78°-79r).

1775, magg. 22. Le stesse vendono l'altro terzo (A.S.u., N., Antonio Cavassi, II istr., 124, f. 166'-167r).

* 1785, giugno 5. «- Antonio e Francesco, padre e figlio Del Pedro -, hanno - venduto - al sig. Paolo q. G.B. Ferro - le due case poste - nella contrada maestra tende a questa metropolitana chiesa, che confina a lev. la facciata d'una d'esse case ed a pon. la parte opposta dell'altra casa, finisce nella calla delli - coo. - Francesco e fratelli Romano, servono d'abitazione in ora d'essi - Del Pedro -. Et ciò - fanno per il prezzo - di d 2700 -» (A.S.U., tv., Camillo Merluzzi, 9692, 111 instr., 422, f. 3121-3131).

1801. Paolo Ferro e lotto pubblico (Nomenclatura, f. 17"), poi Marangoni (Registro anagrafico, f. 171).

* 1802, dic. 31. «Paolo q. G.B. Ferro - ha venduto al sig. Antonio q. Francesco Tami - un'annua pensione livellaria - di L 186 - fondando detta pensione - in spezie sopra la casa di sua abitazione posta - nella contrada del Duomo; confina a lev. strada pubblica, mezz. il sig. Pietro Tavellio, pon. strada ed a tram. - Marco Gallici» (A.S.U., N., Francesco Girardi 10616, Instr. 1800 - 1806, 29, f. 38`-38").

1803, lugl. 1. «Paolo q. G.B. Ferro - vende al sig. Francesco Tras q. Giuseppe Antonio nob. d'Erfelt e - Tomaso q. Giuseppe Mosich di Villacco - la casa di propria abitazione posta - nella contrada del Duomo numerata n. 443; confina a lev. strada -, a mezz. - Pietro Tavellio, a pon. strada - ed a tram. Marco Gallici -. E questa vendita fa per fiorini 8000 -» (A.S.U., N., Mario Cancianini, 10413, II instrom., 104, f. 107"-109`). 1809. È di Giovanni Marangoni negoziante (Registro delli aloggi, f. 13").

* 1812. Vendita di liquori e ostelleria di Giovanni Marangon (Esercenti).

* 1817, sett. 19. Il cursore municipale presenta a Pietro Piani, al n. 443, la diffida a munirsi di licenza municipale (A.S.U., C.A. l, 10). * 1818, apr. 8. Evaristo Wallner «dacché s'at-trova da 13 anni a questa parte traslocato in Udine - ha sempre esercittato il mestiere di bandaro nel locale inserviente presentemente ad uso del casino dei nobili. Per non abbandonare una posizione conosciuta da' suoi avventori e riputtata la piú opportuna all'esercizio dell'arte da lui professata, impetrò ed ottenne il permesso dal proprietario del fabricato di poter esercittarsi sotto li porticati annessi. Stante la previdenza recentemente emanata dovrebbe desistere il pettente dall'insistenza in detta posizione; perciò si presenta - impetrando il permesso di poter continuare ad esercitarsi in detta località -» (A.S.U., C.A. I, 18/II, 1169 Orn. II C). Nella segnalazione a tergo l'impiegato precisa «Riverente implora il permesso si poter continuare l'esercizio della di lui arte nella località del porticato della casa del sig. Giovanni Marangoni, situata al c.n. 443». Il permesso non é accordato2.

1828. È di Ragoza (vedasi n. 441).

* 1843, marzo 31. «- Maddalena n. Moro, quale erede testamentaria dell'ora def. - G. B. Ragoza di lei marito - assoggetta in ipoteca speciale - due case, la prima sita in contrada del duomo, coscritta col c.n. 443 -, confina a lev. la contrada del duomo, mezz. - G.B. Billiani, pon. strada che viene dalla calle Bellona, a tram. - Antonietta Benvenuti Presani -; la seconda - coscritta col c.n. 734 -» (A.S.U., N., Giovanni Giuseppe Clochiatti, 4831, 4787).

* 1852. La casa appartiene a Maddalena Ragozza Marangoni (Competenze, I, f. 13°).
 

 

862 ( Rosso )

1801. È del sig. Francesco Favetti (Nomenclatura, f. 32°).

Poi fu Boldi, poi Alessio, indi Orgnani (Registro anagrafico, f. 22r).

* 1809. Appartiene al farmacista Francesco Boldi (Registro delli aloggi, f. 23°).

* 1818, marzo 28. Tomaso Zorzi «esercente la vendita di lino, canape e cordaggi, in Mercatonuovo al c.n. 862, dovendo continuare per l'esercizio del suo comercio tenere esposte alla pubblica vista delle ceste - fra le colone del porticato rimpeto alla sua bottega» chiede, senza successo, di essere esentato dall'obbligo di rimozione degli articoli, secondo l'avviso municipale n. 679 (A.s.U., C.A. I, 18/II, 918 Orn. II C).

* 1852. Appartiene ad Alessio Boldi (Competenze, I, f. 23°).

* 1876. Negozio di panni, pannine e stoffe diverse di G.B. Fabris (COSMI-AVOGADRO, 109).

1937. Casa di un arco a due piani di due finestre. Oreficeria Scrosoppi.

 

480 ( Nero-blu )

1496, lug1. 18. «Visa supplicatione providi viri mag. Parti' calderarii -, deputati concesserunt eidem mag. Parto - in compensum sui terreni quod relaxat d. Odorico de Merulis, tantum de terreno gurgitis per latitudinem iuxta viam, quantum capit murus collis ser Curbelli a parte anteriori, et per longum versus domum nob. ser Augustini de Partistagno tantum de terreno ipsius gurgitis versus signum positum in terreno ipsius gurgitis, quantum relaxat de suo terreno ipsi d. Odorico -» (Annales, XXXIX, f. 79r).

* 1520, apr. 13. «- Dum - mag. Matthias calderario nomine suo et fratrum habitantium Utini prope Portam burgi Poscolli interiorem, postulasset sibi concedi licentiam - fabricandi quandam domum sitam prope dictam Portam a latere diete porte inferioris versus domos illorum de Merlo et ellevandi murum faciei diete domus a fundamento recta linea versus quedam ligna sustentantia faciem veterem diete domus -, deputati qui hesterno die viderunt locum -, posuerunt partem quod decisio diete petitionis - remittatur ad - consilium» (Annales, XLIII, f. 75`).

1546, magg. 3 <<Cum sit- quod iam annis decem vel circa Petrus q. Colussii de S. Maria Sclaunici- pretio ducatorum triginta quatuor- vendidisset q. ser Mathie de Arigonibus- omnia eius iura super una dimidia domo sita Utini penes Portam interiorem burgi Poscollis ideo personaliter constitutus dictus Petrus - vendidit - ser Asquino- omnia- iura- que - omnia - iura - que - idem Petrus et nepotes habent - super dicta dimidia domo -» (B.C.u., ms. 1232, Perg. IX, not. Benvenuto Moretto).

° 1549, lugl. 6. Il notaio Pietro Tritonio acquista all'asta una casa di Andrea Arrigoni, abitata da Arsenio Suardi, posta in Poscolle presso il portone; confina, a levante corte comune, a ponente roggia, a settentrione strada, a mezzodí Tito Merula (B.C.u., Carte Tritonio).

1606, marzo 18. «Pro rev.mo Rugerio Tritonio abbate Pinaroli -, visis literis - rev.mi abbatis datis Romg 4 presentis, continentibus sibi impartiri licentiam obserandi porticum domus su~ habitationis prope rugiam Puscollis -, licentiam - concesserunt» (Acta, XXXII, f. 27`'-28r).

1609, ag. 24. L'abate Tritonio chiede poco spazio di terreno «designando - accrescere la casa - in Poscolle fuori del Portone, dirizzando la facciata verso l'acqua della roia» (Annales, LXVIII, f. 158°-159C).

1744. «Tritonio. Abitano a man sinistra sortendo tra il Portone e il ponte Poscolle» (FRANGIPANE, Da chi furono possedute, 177). 1789, genn. 18. Si concede al co. Francesco Tritonio «la facoltà di getare un ponte di legno sopra la roggia nel borgo di Poscolle» in comunicazione con la barchessa recentemente da lui eretta (Acta, XCI, f. 159°).

1798. Casa Tritonio. «Sotto un pergolo vi è dipinta a fresco la Ss.ma Vergine col Bambino e due Santi laterali, opera della maniera di Bernardino Blaceo» (de RuBEIS, Catalogo, 4, 1937, 8).

1801. Co. Francesco Tritonio (Nomenclatura, f. 18`).

* Affittuale co. Alessandro di Brazzà (ibid.). 1807, genn. 3. Per testamento di Francesco q. Ruggero Tritonio, passa nella famiglia Moroldi4: «Dopo il ponte di Poscolle, a destra per chi entra in città vi è oggidí la casa Lovaria per eredità Moroldi, per eredità del q. Francesco q. Ruggero Tritonio, morto il 3/1/1807, lasciando usufruttuaria della casa la moglie Maddalena Caiselli, morta 9/6/1828» (Arch. Frangipane, ms. 1510, Schede per case, P).

* 1809. È di Maddalena Trittonio. Affittuali sono G.B. Strada e il negoziante Antonio Braidotti (Registro delli aloggi, f. 14°).

* 1810, nov. 10. Bortolo Zampieri vuole «ingrandire una finestra della sua bottega posta in borgo Poscolle al c. n. 480». Il permesso gli viene concesso, purché le finestre risultino tutte simili e senza sporto (A.S.u., C.A. I, 35/V, 5299 Orn. II C, con dis.).

* 1832. Il capoquartiere riferisce di aver recapitato in questa casa al cappellaio Antonio Pascoli, al calzolaio Francesco Borghese, al sellaio Bortolo Zampieri e al venditore di ferramenta Domenico Biasutti l'avviso municipale n. 1050 per la «remuzione degli effetti ed articoli ingombranti le strade, piazze, selziati» (A.s.u., C.A. I, 193).

* 1852. Appartiene ai fratelli Moroldi (Competenze, I, f. 14°).

°1864. E' di Fabio Moroldi. Domanda di chiudere lo spazio fra le due torri con cancelli in ferro (a.m.u., Ornato, 1857-1864).

*1876. Botteghe del calzolaio Angelo Clochiatti, dell'ottonaio e lattonaio Domenico Rubig e del tornitore Domenico Rumis (COSMI-AVOGADRO, 140, 153, 157). Per eredita passò nei Lovaria e quindi in Gabriella Orgnani moglie del Co. Antonio Beretta.
 

 

948 ( Blu )

1364, nov. 4. Enrico q. Tricano di Castellerio lascia al convento di S. Francesco un maso in Porta di Cascanan (A.S.U., C.R.S., 696, Cattastico... MDCCLXXXXII, p. 98-103, copia del 1798 dal not. Giacomo Gello).

1524. Il chirurgo Nicolò de Bonaldi (1) acquista dal convento metà del maso e nel 1543 le rivende a Giovanni di Colloredo (2). Successivamente il Colloredo acquistò l'altra metà (ibid.).

1543, ag. 17. «Actum Utini in vico Porte S. Marie, in camera superiori - venditoris», ossia di Giovanni figlio del dott. Tomaso di Colloredo (A.S.U., N., Germano Belloni, 5708, Istr. 1543-ISS4, f. 75r-75°).

1594, febbr. 4. Il nob. Ascanio di Colloredo affitta al dott. Giovanni Tomaso Minadoleo medico la sua casa posta in contrada del palazzo Maseri in Porta di S. Maria per d 50 annui, «exceptuatis tamen duobus mezatis ad mediam scalam - inferius existentibus una cum canipa subterranea sub mezatu versus curiam reservata et reservatis pro speciali usu dicti d. locatoris cum recta medietate stabuli. Ita tamen quod d. Ascanius solus teneatur in concio tenere suis sumptibus propriis omnia cupporum cooperta et obturari facere tam portas quam fenestras quascumque a latere dicti - conductoris, ita quod ipse nullam habeat pati servitutem et ei aptari facere scalas -» (A.S.U., N., Federico Buiatti, 6774, XX contr., f. 152r-153r).

1744. «Colloredo (ramo di Ascanio e Giovanni Tommaso q. Cesare). La loro casa è contigua all'orto Manin. La famiglia Treo ne possedeva una parte, oggidí tutta unita di proprietà di Filippo di Colloredo» (FRANGIPANE, Da chi furono possedute, 176).

1801. Co. Cesare e fratello di Colloredo (Nomenclatura, f. 36°).

* 1809. È di Filippo e fratello Colloredo; affittuale è l'agente Antonio Basina (Registro delli aloggi, f. 26°).

* 1813, marzo 24. Antonio Basina chiede ed ottiene il permesso di erigere una liscivaia «nell'interno, tra la casa Colloredo e la rimessa» (A.S.U., c.N., 180).

* 1822, giugno 7. Vi abitano i coo. Marzio e figli Flaminio, Alessandro, Luigi e Giuseppe di Prampero (A.S.U., N., Francesco Nussi, 10546, 1615).

* 1824, lug1. 23. Il co. Giovanni del fu Cesare di Colloredo chiede il permesso di aprire tre
finestre «nel fabbricato ad uso di granaio, annesso al suo dominicale, situato - al c.n. 948 -». La concessione è subordinata alle con-
dizioni di prammatica: applicare la cornice, intonacare, tinteggiare, cui si aggiunge l'obbligo di proseguire la costruzione del «marciapiedi lungo la linea del fabbricato e l'altra in confine con la casa Zorzi» (A.S.U., C.A. I, 89/X, 3004 Orn. II C, con dis.).

1830, dic. 13. Il co. Giovanni di Colloredo vende la casa n. 948 al nob. G. B. Orgnani per austr. L 34482. Confina a lev. strada di S. Maria, mezz. Torriani, pon. strada di circonvallazione, sett. eredi Vicario ed altri ( A.S.U., N., Francesco Nicolettis, 10622, Rep. IX, 5226, f.36).

* 1830, dic. 13. G.B. Orgnani acquista dai Dominissini una porzione d'orto ex Colloredo che il 31 ag. 1815 era stata venduta a costoro dagli stessi Colloredo (A.S.U., N., Osvaldo Colomba, 10313, 2619).

* 1852. Proprietà di Massimiliano Orgnani (Competenze, I, f. 25°).

° 1862. È del nob. Massimiliano Orgnani. Si costruisce la parte nuova verso sud (A.M., Atti Ornato 1857-1864).

1874, giugno 9. Incendio del fabbricato intero ad uso di stalla e fienile ("Giornale di Udine", 9, CXXXVI, 9 giugno 1874, 2).

1937. È dei figli del fu nob. Antonio Orgnani.

1 Per Nicolò Bonaldi; P. SOMEDA de MARCO, Medici, 79.

2 Per la famiglia Colloredo: MONTICOLI, Cronaca, 48.

BIBLIOGRAFIA

BERGAMINI-SERENI, Tra case e palazzi, 207-209; ROTA, Cenni, 30; VALENTINIS, Udine antica, 25.

 

1247 ( Giallo )

1779, marzo 29. I fratelli q. Carlo Locatelli di S. Daniele vendono la casa a Mattia Zamparo (Not. Francesco Prodolone).

1783, sett. 20. Mattia Zamparo cede in permuta a Lucia ved. Fabrizi la casa già Locatelli. «- Confina a lev. monastero S. Lucia,
a mezz., pon. e tram. con fondi - della nob. - Fabricii -» (a.s.u., N., Riccardo del fu
Andrea Paderni, IV instr., 284, f. 347°-348°).

1801. Eredi della sign. Lucia Fabrizio (Nomenclatura, f. 47°). Affittuale il nob. Lodovico Orgnani'. Altre case interne di proprie-
tà del convento di S. Lucia, affittate ad Andrea Melchiori e a Barbetti non meglio precisato (ibid.).

* 1802, sett. 28. «Con scrittura privata 20 luglio prossima decorso - Michielle e Giuseppe fratelli q. Antonio Venturini di Azzida vendettero - al nob. - Luodovico Orgnani la casa di loro ragione, posta in borgo di S. Lucia di questa città, in essi pervenuta per eredità della q. nob. - Lucia Fabrizio e toccata in parte fratterna colla divisione 12 mazo 1799 -. Michele q. Antonio Venturini -, facendo tanto in sua specialità, quanto per nome - dell'antedetto di lui fratello - Giuseppe -, transferisce in detto nob. - Lodovico Orgnani - la casa con corte, orto ed altre adiacenze -. E questa - vendita - fa - per il nrezzo di d 2552 L 16 -» (A.S.U.. N., Antonio Cavassi, 9880, XIX istr., 1149, f. 1871-1874).

1809. Lodovico Orgnani e r. finanza (Registro delli aloggi, f. 34°).

* Una parte è abitata dalla famiglia Orgnani; quella della finanza è occupata dal domestico Giuseppe Soiaro e dal portiere della finanza Francesco Grassi (ibid.).

1839, apr. 30. La nob. Vittoria Orgnani vende ad Angela de Toni per L 12200 «casa, fondo, cortile ed orto ubicati nel borgo del - Redentore - n. 1247 -. Confinano a lev. e mezzog. col fabbricato del - demanio e finanza, proveniente dal soppresso monastero di S. Lucia, a pon. colla pubblica strada ed a tram. - col sig. Luigi del fu G.B. Zamparo e colla sign. Maria Zuliani maritata - Fabricio.
L'orto - confina a lev. mezz. e pon. col - demanio ed alli monti col sig. Biaggio Pecile -. Proprietà in essa derivata per titolo ereditario in vigore delle divisioni 15 nov. 1817 -, facoltà - del genitore Ludovico Orgnani -» (A.S.u., N., Riccardo del fu Antonio Paderni, 10492, 12060).

1843, febbr. 16 e 26; marzo 6; dic. 11. È di Angela Vendrame De Toni. Viene unita al n. 1246, alzata e sono regolate le finestre (A.s.u., C.A. I, 359/IX, 1580; 3266; 8860 Orn. II C, con dis. firmato da Osvaldo Del Bianco).

* 1846, dic. 28. «- Lorenzo Palladini - rinuncia al sig. Matteo Franceschini - l'esercizio della - sua casa commerciale di spedizione, fin da tempo remoto qui in Udine, condotta dalla cessata ditta "Moschini e Chiaruzzi" ed ultimamente da esso Palladini -. Il sig. Palladini cede pure al - Franceschini -l'ufficio di spedizione - eretto ed attivato - in borgo S. Lucia in casa De Toni, coscritta al
c.n. 1247 con tutti i mobili ed utensili con l'attivo ed il passivo -» (A.s.u., N., G.B. ValentiriiS, 7/11, 1058).

* 1852. Appartiene ad Antonio de Toni (Competenze, I, f. 34°).

* 1854, apr. 16. Agenzia di spedizione ("L'alchimista friulano", 5, XVI, 16 apr. 1854, 128).

1937. Unita alla precedente forma una casa di due piani di quattro finestre e balcone con parapetto in ferro.


1284 ( Nero )

1797, marzo 2. Il march. Agostino Obizzi vende a Sebastiano Gozzo una casa «condotta in affitto dal sig. Francesco Graffi e subcondotta dallo stesso Gozzo -», confinante «a lev. con il borgo di Gemona, a mezz. con - Francesco De Vit, a pon. lo stesso parte e parte coo. Antonini ed a tram. parte androna e parte - Domenico Zorzino -. E ciò pel prezzo - di d 1572 L 3 s 12 -» (A.S.U., tv., Antonio Marchi, 9866, III instrom., 439, f. 429-430).

1801. Sebastiano Goz (Nomenclatura, f. 48").

* 1809. Appartiene al fabbro Sebastiano Gozzi (Registro delli aloggi, f. 35").

1812, febbr. 4. Il demanio vende ad Antonio fu Michele Basina la casa n. 1284 (A.S.U., N., Antonio Lorio, 10425, 570).

* Nell'allegata stima di Giuseppe Clocchiati si precisa che la casa è «appresa a Sebastiano q. Francesco Gozzi -, debitore alla cassa d'ammortizzazione» (ibid.).

1812, giugno 30. Antonio fu Michele Basina vende la casa 1284, per L 5710, a Giacomo fu Giovanni Calice. Confina lev. parte borgo, parte eredi di Domenico Giorgini, mezz. e pon. G.B. e Luigi Colussi, tram. parte eredi Giorgini, parte calle detta dei Cappuccini o Cicogna. Questa casa, il venditore l'aveva acquistata dal demanio. Era stata di Sebastiano Gozzi, debitore del demanio (A.S.U., tv., Francesco Nicolettis, 10625, 878).

1813, magg. 13. Giuseppe Prisani domanda di poter riformare la facciata della casa al n. 1284 (A.S.U., c.N., 180, 2056 0/19, con dis.).

* 1821, dic. 30. Ricostruzione del muro della facciata nella porzione di proprietà di Giacomo Calice (A.S.U., c.a. i, 88/XIII, Prospetto compensi ai proprietari dei locali da abbattersi e da tagliarsi ed all'imprenditore pei lavori di riduzione in casi occorrenti, n. 6).

1822, marzo 13. È di Giacomo Calice (A.S.U., C.A. i, 68, 1036 Orn. II C, con dis.).

* Il proprietario, «per obbedire alla prescrizione - dell'avviso munic. 1 sett. 1821 n. 3941/3299 deve levare gli scuri alle due fenestre laterali alla porta d'ingresso verso il borgo, quali li aprono esternamente e portarli all'interno -» (A.S.U., C.A. 1, 68, 1036 Orn. II C).

1839, apr. 10. Geltrude fu Giacomo Calice, moglie di Giovanni Volpe, Lucrezia sua sorella, moglie di Valentino Ciani, per austr. L 9207,70, vendono a Domenico Pecile «la casa - marcata colli c.n. 1284 e 1285 -, quale confina verso lev. borgo -, mezz. Mini Tomada Valentino, pon. - Mini, tram. calle Cicogna; qual casa pervenne nelle venditrici colla divisione dell'eredità dei def. - genitori Calice Giacomo e Paghini Anna - in data 1 nov. 1837» (A.S.u., N., Riccardo del fu Antonio Paderni, 10492, 12018).

1847, apr. 20. Domenico fu Gabriele Pecile vende a Caterina Pividori Croattini e Caterina Zanuttini Cattarossi la casa al c.n. 1284 per L 9207, «la qual casa è composta dalli locali - abbracciati dalla locazione in data 6 apr. 1846 con cui fu conceduta in affitto al sig. Giuseppe del fu Antonio Bravo di Udine e confina a lev. Pividori Catterina, Vittoria Orgnani e - borgo, mezz. e pon. - Valentino
Mini Tomada, tram. - Caneva», già Pecile (A.S.U., N., Antonio Cosattini, 8/V, 1378, con dis. in pianta di Osvaldo Del Bianco).

1849, ott. 13. Caterina Pividori Croattini cede in permuta al dott. Giuseppe Missettini la casa n. 1284 «con annessa corticella e andito - a cui tutto fa coerenza a lev. Pividori Caterina e casa fu Orgnani, con questa mediante muro promiscuo e - borgo, a mezz. e pon. Valentino Mini Tomada e tram. Caneva - Luigi» (A.s.u., N., Antonio Cosattini, 8/V, 1893).

* 1852. Appartiene al dott. Giuseppe Missettini (Competenze, I, f. 34°).

* 1876. Ambulatorio del dott. Giuseppe Missettini; rivendita di liquori e commestibili diversi di Giuseppe Cappelletti; recapito del sensale di seta e bozzoli Luigi Berghinz; laboratorio del pittore di figura e paesaggio G.B. Sello' (COSMI-AVOGADRO, 99, 110, 113, 145).

 

1525 ( Rosa )

1717, magg. 18. «Il - co. Ettore di Brazzaco, esecutivamente alla disposizione testamentaria del q. - co. Corrado di Brazzaco suo zio -, ha - consegnata alli nobili - Bernardino, Ferrante e G.B. padre e figliuoli Orgnani2 - la casa, corte ed orto - nel borgo d'Isola, fu di ragione d'esso sig. Corado, descritta nella stima fatta dalli sigg. Andrea Canciani e Giovanni Giacomo Spinelli, pubblici periti -, per il prezzo - di ducati settecento e sessanta, lire cinque, soldi dodeci -». Allegata vi è la perizia del 19 aprile 1717: «Stima fatta da noi sottoscritti eletti dalli nobili sigg. Ettore - di Brazzaco da una e dalli nobb. sigg. Bernardino e figliuoli Orgnani dall'altra dell'infrascritta casa con stalla, cortivo ed orto, posta nel borgo d'Isola di questa città, di raggione di detto sig. di Brazzaco, che presentemente cede in vendita a detto sig. Orgnano, qual casa, cortivo ed orto confina a lev. parte andronetta e parte li sigg. Venuti di Savorgnano di Torre, mezz. - co. Bernardino Andriuzzis, a pon. parte detto - conte, parte nob. - Nicolò Attimis e parte - Andrea Ianzil, ed a tram. parte il borgo d'Isola e parte 1'andronetta suddetta -» (A.S.U., Arch. Follini, 7/17, Aquisto della casa in borgo d'Isola, fu di raggione della nob. sign. Vittoria q. nob. sig. Bernardino Orgnano, not. Giuseppe Brunaleschi, f. 1`-7`).

1744. «Orgnani Ferrante. Abita una casa da lui fabbricata» (FRANGIPANE, Da chi furono possedute, 175).

1762, magg. 31. La nob. Vittoria q. nob. Bernardino Orgnani vende per d 4300 a G.B. q. Vincenzo Follini «la casa con stale, cortivo et orto, serve presentemente d'abitazione» nella contrada d'Isola (A.S.U., N., G.B. Stella, 9142, II istr., f. 44`-45`).

1768, giugno 13. «Volendo le parti infrascritte ridurre in pubblico solenne instromento la scrittura di vendita e compra rispettiva della sottoscritta casa, estesa da me notaro il di 23 maggio decorso -, il sig. Giambattista q. - Vicenzo Follini - vende - al nob. - Giulio q. - Vicenzo Agricola - la casa - posta in borgo d'Isola colle adiacenti stale, cortivo ed orto, che confina, come nella suddetta scrittura, a lev. parte calesella promiscua fra detta casa ed altra del sig. Giambattista Merlini e parte con la stessa casa Merlini, a mezz. - co. Niccolò Andreuccis, a pon. parte detto - co. Andreucis, parte il - co. Giulio di Strassoldo di Iovaniz e parte casa di - Leonardo Di Vit ed a tram. strada pubblica del borgo d'Isola -, qual casa - è pervenuta in detto - Follini - mediante acquisto da esso fatto dalla nob. - Vittoria q. - Bernardino Orgnano - con instrom. 31 magg. 1762 in atti dello sp. - G. B. Stella notaio duodenario, per d 4300 -. E ciò - fa - per lo - prezzo di d 4300 -» (A.S.U., N., Giovanni Socrate, 9787, I instrom., f. 98`-100").

1801. Giulio Agricola (Nomenclatura, f. 57").

* 1809. Appartiene a Vincenzo e fratelli Agricola, che vi abitano (Registro delli aloggi, f. 42").

* 1809, ott. 1. Stima dell'immobile e dei mobili quivi esistenti, redatta dal pubblico perito G. Clocchiati, B.C.u., ms. vacch. 237, f.
1-21" e vacch. 238, f. 1-4).

* 1822, lugl. 29. «- Vincenzo del fu Giulio e Giulia, nata Conti, coniugi Agricola - domiciliati in - borgo d'Isola al c.n. 1525 -» (A.S.U., N., Francesco Nussi, 10546, 1659).

1900. Era del dott. Pari.

1928. È della nob. Elodia Caporiacco Orgnani.
 

 

1543 ( Viola )

* [1406]. Una notizia indiretta dell'esistenza di una casa di appartenenza a Mosé Toscano si ricava da un documento relativo a una casa confinante sulla quale grava un livello a favore della confraternita dei Calzolai: «In burgo intrinseco Glemone. D. Bonna q. Leonardi Chazuli de Utino et Augustinus eius maritus, qui fuit de Papia, habitantes apud Portam intrinsecam Glemone, solvunt annuatim eidem fraternitati in festo purifficacionis s. Marie de Candelis super domo eorum habitacionis, murata et tegolis coperta, sita Utini, iuxta Portam intrinsecam burgi Glemone, iuxta Moysem Tuscum, a parte posteriori labitur roya et per ante est via publica, pro anima olim d. Valantusse, relicte olim Venerii della Porta, fraternitati staria duo et fabarum starium unum, prout constat quodam publico instrumento scripto manu Andree notarii Leonis de Utino in millesimo tricentesimo quinquagesimo tercio, indictione sexta, die octava mensis ianuarii -». La nota è cassata. In calce un'altra mano aggiunge: «Venditum d. Iohanni ser Moysi' de burgo Glemone» (A.S.U., Arch. Confraternita dei Calzolai, 425 Libro rosso, III, f. 42`).

* 1430, marzo 20. «In burgo Glemone, in domibus habitationis - d. Iohannis Moysi» (A.S.U., tv., Francesco Vari, 5188/5, f. 28").

* 1430, sett. 7. Il dottore di leggi Giovanni di ser Moisè e il fratello Candido a casa loro «in burgo Glemone, in viridario», fanno redigere l'atto di un loro acquisto di alcuni campi (A.S.U., N., Nicolussio, 5154, Vacch. istr. 1425, f. 38").

* 1558, dic. 22. Casa Moises. Inventario dei beni mobili esistenti nell'edificio (A.S.U., Arch. Florio, 134, C. Processo della causa tra Francesco Moises e Susana Belgrada, f. 24"-29').

1576, giugno 7. Casa Moises. «La casa - con tutto il broylo, corte, stalle et area - confina con il nob. - Floriano Antonini, con il Zardin pubblico, con la roia et con gli heredi del q. - Bernardino Madrisio et altri» (A.S.U., Arch. Florio, 134, G. Processus nob. d. Francisci Moyses civis Utinensis cum nob. d. Susanna uxore nob. d. Ascanii de Belgrado in secundis votis et relicta in primis olim alterius nob. d. Francisci Moyses ex altera, occasione ut intus, f. 4`).

1576, lugl. 11. Asta di beni Moyses. Lodovico Partistagno si aggiudica la casa Moyses offrendo 2050 ducati (A.S.U., Arch. Florio, 134, C. Processo della causa tra Francesco Moises e Susana Belgrada, f. 8").

1757, dic. 30. Casa Andreuzzi: «Una casa ad uso dominicale posta in questa città nel borgo di Gemona, dirimpetto alla piazzetta del publico pozzo con due appartamenti, uno dei quali - ad uso dominicale e l'altro ad uso di stalla, rimessa e cantina con sollari sopra, il tutto copperto di coppi, due cortivi, brollo ed orto, tutto in un corpo; confina a lev. il publico Giardino di questa città, a mezz. orto, brollo e cortivo de' - coo. Alfonso e nipoti Antonini, a pon. la roia publica ed a tram. parte il sig. Antonio Piccoli Olliverio, parte le sign. Gioseffa e sorelle Zorate, parte l'androna che conduce al borgo d'Isola, distretto parimente del borgo di Gemona, parte il sig. Vincenzo Folini in loco Attimis, parte la - co. Ellena di Strasoldo, erede Attimis, parte m. Leonardo Vit uxorio nomine, parte la nob. - Vittoria Orgnana, parte li sigg. G.B. Merlini e parte l'orto annesso alle case d'abitatione del rev.mo confessore delle rr. madri di S. Chiara -» (A.s.u., tv., Gerardo Muzzenini, 9382, Divisioni Andreuzzi, n. 1).

1801. Co. Bernardino ed Artico Andreuzzi (Nomenclatura, f. 57").

* 1809. La casa appartiene ad Antonio Andreuzzi, che vi abita (Registro delli aloggi, f. 43").

* 1818, genn. 8. Denuncia del commesso d'ornato Giuseppe Presani alla congregazione municipale sul cattivo stato degli archi di vari edifici, tra i quali quelli della casa n. 1543 (A.s.u., C.A. t, 24/XI, Volti e archi della città da sostituirsi: parte com. n. 84).

* 1819, genn. 27. Giuseppe Presani presenta preventivo di spesa per la sostituzione degli archi di cui alla denuncia dell'8 genn. 1818. La deputazione d'ornato il 17 febbraio successivo esprime la propria approvazione (ibid.).

* 1844, marzo 20. Girolamo de Brandis alla congregazione municipale: «Determinato avendo il riverito sottoscritto di erigere una fabbrica sul proprio fondo unito al c.n. 1543 nel lato riguardante il pubblico giardino, si fa un dovere di rassegnare in dupplo a questa congregazione municipale il prospetto relativo dimostrante a linee nere lo stato attuale di semplice muro di cinta con ingresso per carri, ed a linee rosse la fabbrica che intende innalzare; e ciò all'oggetto gli venga dalla relativa commissione impartito il placet di metodo -». Il disegno prodotto è firmato da Giuseppe Zandigiacomo. La deputazione d'ornato approva «a condizione: I che il proprietario si assoggeti a porre la soglia degli ingressi in conformità al livello che stabilirà l'ingegnere municipale in relazione al piano di generale sistemazione del Giardino; livello che elevasi di non meno di 0,50 dalla soglia attuale.; II che si conservi l'attuale portone circolare; oppure, volendo sistituire il proposto, si regoli analogamente il vicino muro di cinta col demolirlo all'altezza di nuovi pilastri; si opina per la ammissione della domanda -» (A.s.u., C.A. I, 390/VI, 1870 Orn. II C).

* 1844, apr. 16. L'ingegnere municipale A. Lavagnolo alla congregazione municipale: «II capomastro Fioretti, che dirige la fabbrica licenziata a favore del nob. - Girolamo de Brandis col decreto municipale 2073, 29 marzo, malgrado la condizione impostagli col medesimo, diede principio alla fabbrica stessa e senza alcuna previa intelligenza piantò la soglia della porta d'ingresso ad un piano che molto differisce da quello in relazione alla generale sistemazione del Giardino deve stabilirsi. Partecipo l'emergente per le opportune istantanee misure di provvedimento -» (A.s.u., C.A. I, 390/VI, 2455 Orn. II C).

* 1844, apr. 17. Verbale redatto nell'ufficio della sezione di polizia presso la congregazione municipale: «In obbedienza all'ossequiata ordinanza municipale n. 2455 del 16 corr., si invitò a quest'ufficio il capomastro Giovanni Fioretti e, comparso, lo si precettò all'immediata desistenza dell'intrapreso lavoro alla casa n. 1543 di proprietà dei - fratelli Brandis, giusta 1'abbilitazione municipale n. 2077 e perché devio risulta il lavoro alle basi della concessione segnatamente della soglia oposta della porta e ciò senza l'intervento dell'ingegnere municipale a cui sono ingiunte le prescrizioni del lavoro. Cominando in pari al Fioretti a doversi attennere scrupolosamente nell'intrapreso lavoro a tutto ciò che gli verà prescritto dal ridetto ingegnere, sotto cominatoria trasgredindo, d'essergli applicate le penali a suo riguardo. Di tutto ciò si estese il presente - verbale, che, letto e chiaramente inteso dal comparente Fioretti, lo firmò per l'integrale esecuzione -» (A.s.u., C.A. I, 390/VI).

* 1844, magg. 2. Girolamo de Brandis alla congregazione municipale; «Per le condizioni impostemi col municipale permesso n. 2077 relativo alla mia nuova fabbrica di fronte al Giardino mi è d'uopo innalzare m 0,60 circa il primo interno della casa stessa in confronto della piazza. Ciò porta un dissesto all'accesso e l'impossibilità di ottenerlo con carri quando non si alzasse di conformità la contigua zona della piazza. Per quanto mi sarà possibile provvederò a questo inconveniente, ma prego la spetabile congregazione a voler disporre che accadendo di portare nel Giardino rudere od altre macerie, queste siano disposte in quella zona». Il podestà in merito a ciò dispone che «siano ivi depositati li ruderi onde eguagliare il piano del viale» (A.s.u., C.A. I, 390/VI, 2794 Orn. II C).

* 1844, dic. 7. Nota dell'ing. Lavagnolo: «Dal sig. Brandis venne terminata la premessa costruzione in seguito all'assegnamento del piano delle soglie delle porte, conformemente allo stabilito piano di sistemazione generale. Il viale si rialzi disponendovi i ruderi delle fabbriche in costruzione -» (A.s.u., C.A. I, 390/VI, 2455 Orn. II C).

1876. Recapito dell'ing. Giovanni Clodig (COSMI-AVOGADRO, 97).

 

1616 ( Verde )

* 1455, giugno 19. «Atto e domanda fatta per il nob. d. Paulo q. - Zani del Torso' nel magn. conseglio di Udine, che essendogli dal  detto conseglio stato concesso la riva over colle con la fossa drio la sua casa, già molto tempo posseduto per ser Honofrio de Panzano, per il qual luoco era molestato da alcuni, dicendo loro che la magn. comunità haveva conceduto al detto Paulo il colle et non la fossa, il magn. conseglio dechiarò che detto - Paulo debia havere il detto colle et fossa con tutto il terreno spettante al detto colle et fossa; appar per man de ser Antonio Varis nod. cavato dalli libri del conseglio in carta bombasina -» (A.s.U., Arch. Mantica, 48, Cattastico delle scritture della casa Torsa, f. 7`).

1472, sett. 30. «- Honorabiles viri ser Paulus del Torso q. ser Nicolussii de Utino et ser Marquardus q. ser Johannis de Susana de Utino, - precio - marcarum soldorum viginti quinque -, vendiderunt - provido viro mag. Christoforo archario - unam ipsorum domum muratam, soleratam tegulisque cohopertam, sitam Utini in loco nominato Sub monte, iuxta Franciscum q. mag. Michaelis archarii Blanchi de Utino a duabus partibus, iuxta domum habitationis olim mag. Nicolai seredurarii mediante quadam androna comuni certis domibus, iuxta stratam pubblicam de Submonte -» (A.S.U., Arch. Lovaria, 46, perg. Moroldi n. 67, not. Giovanni del fu Giacomo dei Pittori).

* 1480-1489. «Christofolo marangon, dicto Horgian, paga dii livello a nadalle sopra la caxa dela sua habitazion L 4» (A.s.u., A.A.o., Rottolo de' denari de livello in Udene, f. 184`).

1801. Maddalena Fabris (Nomenclatura, f. 60°).

1809. Giorgio Sabus, cocchiere (Registro delli aloggi, f. 44").

* 1852. Giorgio Sabus (Competenze, II, f. 6").

1 Per la famiglia del Torso: ZANUTTO, Collana storica delle famiglie nob. de! Friuli. Del Torso. 2 Vedasi n. 1628.

 

1617 ( Verde )

1760, febbr. 27. «- Lucia del q. - Giovanni Domenico Marizzola -, tanto in nome suo che della sign. Anna di lei sorella -, vende
- al rev. - Domenico q. - G. B. Martinelli - una casa posta - nella contrada di Merchavechio e Sottomonte, qual tutta confina a
lev. strada di Sottomonte, mezodí altra casa di abitazione di dette - sorelle Marizzola, pon. strada di Merchavecio et a tram. casa delli - sigg. Orgnano -; qual casa pervenne negli autori di dette - sorelle coll'instrom. 14 magg. 1705 di mano del - sig. Girolamo Del-
l'Oste fu notaro -. Et questo - fa - per il prezzo - di d 970 L 3 s 8 -» (A.s.U., N., G.B. Stella, 9142, 1 istr., 202, f. 171`-172`).

1801. Anna Martinelli (Nomenclatura, f. 60").

* 1809. Proprietà della «lavorante» Anna Martinelli (Registro delli aloggi, f. 44`').

* 1837. «Giovanna q. G.B. Martinelli (1)- Del Missier - vende - al - sig. Carlo Annoni - dal corpo della casa - guarda la contrada detta di Sottomonte al c.n. 1617 - cioè la sola camera in primo piano ch'è superiore alla porzione del magazzino - e che guarda la corte, attualmente serve per cucina -» (A.S.U., N., Riccardo del fu Antonio Paderni, 10489, 10996).

* 1849, febbr. 20. «- Giovanni e Giovanna coniugi Del Missier -, possedendo - una casa - nella contrada Sottomonte al c.n. 1617 -, avente per confini a lev. Rossetti Antonio, pon. Bertuzzi, mezz. Anoni Carlo e tram. contrada Sottomonte, - vendono - la casa stes-
sa per lo titolo - di rendita vitalizia alli - loro figli vitalizanti -. Per lo stesso titolo vengono - dalle dette parti hincinde - venduti ed acquistati li - pochi mobili -. Il complessivo valore - viene - calcolato in austr. L 3000 -» (A.S.U., N., Riccardo del fu Antonio Paderni, 10516, 18914).

* 1852. I n. 1617 e 1617A appartengono a eredi Giovanni de Masieri (Competenze, II, f. 6'').

* 1876. Recapito del sensale di vino e coloniali Giovanni Sporeno (COSMI-AVOGADRO, 113).

(1) La vendita avviene in blocco col n. 1629. Vedasi tale numero.

BIBLIOGRAFIA

Parti prese... 1913, 121.
 


1618 ( Verde )

* La casa è gravata da un livello a favore della fabbrica del duomo sin dalla fine del secolo XIV.

1396, dic. 3. Benvenuta q. Domenico da Udine lascia alla fabbrica del duomo s 80 sopra la casa di sua abitazione in Sottomonte presso Leonardo q. Ettore Miulita notaio, presso altra sua casa, item una libra d'olio su casa presso altra sua casa e presso Michele ed Andrea arcari (B.c.U., ms. F. XXV, f. 362). 1407. «- D. Magdalena Martiruza solvit annuatim super - sua domo murata tegulis cohoperta sita sub monte castri - iuxta Michaelem et Andream archarios de Foro veteri, iuxta aliam domum qux fuit olim Benvenutx
venditricis - libram olei unam -» (ibid.).

1433. «Melchior faber Covazuti tenetur solvere super - domo - quar fuit Madaleng la Martiruze, quam ipse emit a fraternitate Bat-
tutorum cum isto onere, ut continetur manu ser Iacobi not. Quirini in 1432, - olei libram 1» (ibid.).

1435. «- Nicolaus Chrispianus - olim Romani Purani de Clauglano tenetur solvere super - sua domo - super qua solvebat d. Ma-
dalena dicta Martiruza quam ispe emit a Melchiore Cavazutti ut continetur manu - Iacobi notarii Quirini - 1435 - olei libram
unam» (B.C.U., ms. F. XXV, f. 362).

1466. «Lorenzo - di Nicolò Cristian fu di Roman di Clauglano -» (ibid.).

1513. «Antonio dell'Orgnan (1) sta in Mercà vecchio, in logo del - mess. Iacomo suo padre -» (ibid.).

1643. «- Casa in Sottomonte possessa et habitata per - Bernardino Orgnano notaro; confina a sol levado la strada -, a mezz. Gio-
seffo Cescone, a sol a monte la casa d'esso - Orgnano [1626-1627] verso Mercà vecchio, con la quale dà braccio la presente et ai monti Ferrando Orgnano fratello del sig. Bernardino» (A.s.U., C.A., 87/3, p. 85).

* 1743, giugno 28. «- La - casa è ora - delli - Orgnani, che confina a lev. la strada pubblica Sotto Monte, a mezz. - Gaspare Morizzola, sol a monte altra casa di detti Orgnani verso Mercà vecchio et alle monti li antedetti - Orgnani -» (B.C.U., F. XXI, f.74'').

1751. Era degli Orgnani (ibid.).

1801. Lodovico Orgnani (Nomenclatura, f. 60).

* Affittuali diversi (ibid.).

* 1809. Appartiene a Lodovico Orgnani. Vi abita il parrucchiere Gabriele Mer (Registro delli aloggi, f. 44").

* 1821, lugl. 6. «Francesco Brunelleschi, - procuratore della di lui coniuge - Elisabetta n. Orgnani, - vende - al sig. G. B. Bertuzzi
- la fabbrica di muro coperta di coppi posta - nella contrada Sotto Monte o Mercavecchio alli c.n. 1618 e 1628, consistente in ma-
gazzino a levante di altro assegnato al sig. Vettor Orgnani, altro magazzino, caratto d'ingresso e corticella, camere, stanze ed altri luoghi in primo e secondo piano, granaro e sito sotto i coppi e fondi relativo a detta fabrica; confina a lev. il magazzino sudetto - assegnato al - G. B. Orgnani, mezz. cortivo di - Orgnani, pon. altra fabbrica ora di proprietà del - Bertuzzi compratore ed a tram. callesella chiusa -. La vendita - viene fatta - verso il prezzo - in it. - L 4000 -» (A.S.U., N., Francesco Nussi, 10545, 1306).

* 1852. Proprietà degli eredi di Giuseppe Bertuzzi (Competenze, II, f. 6").

(1) A questo personaggio e indirettamente alla sua casa accenna un documento del 16 apr. 1526: «Actum Utini in Foro veteri in appoteca m. Baptistg sartoris de Venzono f. q. mag. Francisci sartoris; press. ipso m. Baptista et Joseph f. mag. Matthei Vincentini cerdonis de burgo Aquilegig Utini -. Ibique mag. Iacobus faber q. mag. Ioannis Petri fabri de Aurava habitator Utini in Foro veteri - locavit - presb. Ioanni de Parentio Utini habitanti - unam domum cuppis cohopertam et sine aliquo onere, sitam Utini in contrata de Submonte, ab uno latere iuxta mag. Antonium deauratorem et alio latere iuxta mag. Antonium Orgnani marangonum et iuxta viam publicam ad tempus - quinque annorum proxime futurorum - pro affictu duorum ducatorum in anno -» (A.S.U., N., Roberto da Latisana, 5341, f. 44r-44"). Sulla famiglia Orgnani vedansi n. 948 e 1247.

BIBLIOGRAFIA

FRANGIPANE, Da chi furono possedute, 191; Parti pre-
se... 1913, 121.
 


1619 ( Verde )

1801. Lodovico Orgnani' (Nomenclatura, f. 60").

* Affittuale Giacomo Plain (ibid.).

* 1809. Appartiene a Lodovico Orgnani. Vi abita l'artigiano Santo De Girolami (Registro delli aloggi, f. 44`').

1810, giugno 27. Lodovico di Vittore Orgnani vende a Daniele di Giovanni Maria Olivo la casa 1619 per L 7613,80. Confina a lev. Sottomonte, mezz. parte casa di carità, parte Orgnani, parte calle che da Mercatovecchio conduce in Sottomonte, pon. parte Casa di Carità, parte Antonio e Paolo fratelli Belgrado, librai, successi a Pietro Borghi, tram. co. Bartolini (A.s.u., N., Francesco Nicolettis, 10622, Rep. II, 321, f. 2`).

1812, magg. 1. Daniele Olivo vende per L 7613,80, ad Antonio e Paolo q. Tomaso Belgrado la «casa - n. 1619 -, composta di una stanza, ossia magazzino a pianterreno, di una cuccina, spazzacucina e tre - camere con andiotto in primo appartamento e di due - camerini ed un camerone, ossia grannaio in secondo appartamento, con piccola corticella -» (A.s.u., N., Francesco Nicolettis, 10625, 832).

* 1832, marzo 22. I1 capoquartiere riferisce di aver recapitato in questa casa a G.B. Straulino «lavoratore di rimesso», l'avviso municipale n. 1050 diretto ai venditori che ingombrano la strada «con merci di fruti et oggetti riguardanti la salubrità» (A.s.u., C.A. I, 193).

* 1852. Proprietà degli eredi di Giuseppe Bertuzzi (Competenze, II, f. 6").


1627 ( Marrone )

1458, dic. 13. «- Iohannes q. Hieronimi Thadei de Alnico - livellavit - mag. Cristoforo marangono q. Iacobi de Orgnano, Utini in Foro veteri habitanti, - unam domum sitam Utini in Foro veteri post domos dicti mag. Christofori, iuxta ipsum mag. Christoforum,
iuxta certam andronam tendentem ad certam domum mag. Nicolai Belloni et iuxta dictam domum mag. Nicolai Belloni mediante certa parva curia -» (not. Nicolò del fu Odorico, A.S.U., Arch. Lovaria, 46, perg. Moroldi n. 62).

1715, genn. 22. Casa dominicale in Mercàto vecchio del fu Giovanni Natolo: «a levante l'androna di Sottomonte e casa de' nob. sigg. Orgnani (1), a mezodí androna che conduce Sottomonte, a ponente stradda publica et a tramontana» Natolo stesso (B.C.U., MS. GG. VII, f. 51`-51").

* 1715, magg. 30. «- Mess. Zuannez et d. Margherita iug. Natoli - danno alla p. congregazione della Madonna - del Suffragio per 1'anime del purgatorio - un annuo livello di d 10 per il capitale di d 200 - esprimendosi con tal dinaro voler affrancar - capitali  livellari infissi sopra la casa in Mercavecchio, fu - del q. mess. Lonardo loro padre e suocero rispettive -» (A.S.U., C.R.s., 546, Rot.
390, p. 152-153).

* 1800, magg. 24 «- Benvenuta, rel. q. - Nicolò Aloi, - dona inter vivos - al sig. Pietro Borghi, di lei nipote -, casa di sua abitazione, posta - nel Mercavechio a di lei disposta dall' - ora q. - marito - col suo testamento del - 23 nov. 1796, atti - Domenico Prodolone -» (A.S.U., N., Camillo Merluzzi, 9693, Instr. 1799-1801, 1279, f. 855`-855").

1801. Sign. Benvenuta Aloi (Nomenclatura, f. 60").

* Affittuale Giovanni M. Olivo falegname (ibid. ).

1809. Proprietà del falegname Giovanni Maria Olivo (Registro delli aloggi, f. 45").

* 1813, sett. 9. Il commissario di polizia informa il podestà che la gronda della casa 1627 in Mercatovecchio, di proprietà della Congregazione di carità, abitata da varie famiglie, minaccia rovina (A.S.U., c.N., 185, 1287 Pol.).

* 1819, apr. 28. «La Congregazione della Carità, amministratrice dell'orfanotrofio - della Carità - di Udine -, vende - al - sig. G. B.
Bertuzzi - la porzione di casa posta in Mercà vecchio dal corpo del c.n. 1627 - dell'orfanotrofio della Carità, consistente in due luoghi terranei, diritto di promisquità di passaggio per la contermine corticella, camerino in primo suolo sopra porzione dei detti luoghi terranei, in secondo suolo pergolo di tolle, cucina, camerino e pergolo sopra la casa a pon., in terzo suolo due camerini e granaro, il tutto - descritto nell'operazione di stima del pubbl. per. - Gaetano Pariotti del - 17 nov.

1817 -. Questa - vendita - si fa pel prezzo - d'it. - L 3000 -». Vi è allegata la stima del pubbl. per. Gaetano Pariotti del 17 nov.

1817, nella quale si precisa che «la detta porzione di casa è affittata al sig. Pietro del fu - G.B. Borghi per una locazione ad anni no-
ve, scaduta 28 febraro decorse» (A.S.U., N., Nicolò Cassacco, 10600, 2496).

1821, dic. 31. Il falegname Daniele Olivo presenta progetto per riformare «i ribatti della sua bottega sottoposta alla casa di sua abitazione in questo Mercato vecchio al - n. 1627» (A.S.U., C.A. I, 53/III, 41 Orn. II C, con dis.).

* 1822, febbr. 7. La deputazione comunale d'ornato comunica alla congregazione municipale che «il disegno prodotto dal sig. Olivo
Daniele per la riforma della bottega n. 1627 è irregolare». A suo giudizio, sarebbe necessario «togliere la piccola porta ed ingrandire
il ribatto» nonché soffittare il portico (A.S.U., C.A. 1, 68, 581 Orn. Il C).

* 1852. Appartiene a Geltrude Olivo (1627 I) e agli eredi del fu Angelo Bertuzzi (1627 II) (Competenze, II, f. 6").

1855, apr. 17. È di Giuseppe Olivo. Casa di tre piani di tre finestre su tre archi. Un poggiolo con balaustra a colonnine la univa al numero precedente, che apparteneva a Toninello. Vengono soppressi gli archi e sostituiti dapiattabande (A.s.u., C.A. I, 588/XVIII, 9767 Orn. II C, con dis.).

* 1855, giugno 22. Giuseppe Olivo, dopo la presentazione del progetto della sua casa, ha ricevuto il consiglio di riformare il disegno,
per «eguagliare tra loro le due spalette intermedie». Prevede di alzare la casa. Poiché per procedere in questo lavoro si rende necessario demolire la facciata e sostituire architravi e colonne, chiede la convocazione del confinante Orgnani per una composizione amichevole. Il 10 luglio ha luogo tale incontro con la stipulazione di un accordo soddisfacente per entrambe le parti (A.s.u., C.A. I, 588/XVIII, 4117 Orn. II C, e 4687 Pol. Giud. IX D, con dis. firmato dal muratore Eusebio Brida).

* 1876. Profumeria di Alessandro Clain (COSMI-AVOGADRO, 111).

1930. Bottega di ottica.

(1) Vedasi il n. 1628.

BIBLIOGRAFIA

CORGNALI, Quistions filologjchis. La cjase di Nievo.
 


1628
( Marrone )

* 1637, dic. 4. «Domenico Bortolomio Celdrone di Udine, habitante in Venetia -, ha venduto - al - sig. Bernardo Orgnano (1) - la porzione di sopra della parte posteriore della casa, che fu del q. Daniel padre di detto venditore et qual porzione è stata da esso aquistata da m. Giovanni Ioseffo suo fratello il di 30 ottobrio passato, come dall'istrumento di mano del - compratore -, in cui si contiene la stanza di sopra et granaro, che risponde sopra la contrada di Sottomonte et termina dalla parte d'avanti colla detta contrada, dalla parte di dietro col Testo della casa possessa per detto - Giovanni Ioseffo fratello del venditore,dalla parte di sopra con le case di detto - Orgnano, et dalla parte di sotto con la casa - hora possessa per - Natale Fabris -, per - d 90, nel qual precio - è stato detratto L 100, che da perito in arte vien stimato doversi spender nella necessaria reparatione della casa - in particolare del coperto, che è in diversi lochi mancante - in modo che potrebbe rovinare se non si riparasse quanto prima» (A.S.U., N., Giacinto Causilico, 7266, Istr. 1633-1637, sub anno, f. 26-26).

* 1778, sett. 13. «Ricercato io sottoscritto perito dal nob. - Lodovico Orgnani da una ed accordato anche dal sig. Giovanni M. Treu
dall'altro, a liquidare li maggioramenti e peggioramenti per esso - Treu fatti nella casa situata in Mercà vecchio - di ragione di detto- Orgnani, attualmente condotta in affitto dalla sign. Anna Misuratti, all'occasione del1'eretione della bottega stessa, dove, esaminato - ogni cosa in vista anche delle polize delle spese occorse nell'errezione della bottega antedetta, esibittemi dal - Treu, sono venuto a liquidare e stimare come segue: bottega compresa nella casa sudetta con portico annesso: - per aver stabilito attorno la colona al di fuori nel portico verso Mercà vecchio e dato bianco -» (B.C.U., vacch. per. anon., n. 78, f. 16-19).

1801. Nob. Lodovico Orgnani (Nomenclatura, f. 60°).

* Affittuale G.B. Treo, «sarte» (ibid.).

* 1809. Appartiene a Lodovico Orgnani. Vi abita il sarto G.B. Treo (Registro delli aloggi, f. 45").

* 1821, lugl. 6. Elisabetta Orgnani vende lo stabile n. 1618-1628 a G. Bertuzzi. Vedasi n. 1618.

1834, sett. 8. È di G.B. Vittore q. Lodovico Orgnani. Riforma la facciata che al secondo piano aveva tre finestre ad arco (A.s.u., C.A. I, 219/I, 4444 Orn. II C, con dis.).

* La deputazione d'ornato solleva al progetto alcune obiezioni, che però vengono risolte (ibid.).

* 1844, giugno 25. «Per condiscendere alle brame d'un suo inquilino di una bottega sita in Mercatovecchio - al c.n. 1628, che è il sig. Antonio Rossetti venditore di lastre, il nob. Massimiliano Orgnani - proprietario -, la quale bottega ora tiene il suo ingresso nell'angusto - sottoportico della casa -, difficoltoso talvolta a ritrovarsi perché interno, ha divisato perciò il locatore di portare l'ingresso sulla strada, vale a dire sotto li portici del Mercatovecchio, riducendo il fenestrone o ribatto in porta -». Il progetto, vagliato e commentato con alcuni suggerimenti, viene approvato (A.s.u., C.A. I, 375/III, 3952 Orn. II C, con dis. firmato dal capomastro Luigi Driussi).

* 1852. Appartiene a Massimiliano Orgnani (Competenze, II, f. 6").

* 1876. Sartoria di Giuseppe Milanese, calzoleria dei fratelli IanchiZ, bottega dei cesellatori, argentieri e ottonai Luigi Cantoni e Giuseppe Dominutti (cosivll-AVOGADRO, 88, 90, 108, 112, 142).

* 1883. Chincaglieria e bigiotteria di Domenico Bertaccini' (COSivtI-AVOGADRO, 142).

1923. Gli Orgnani lo vendono al co. Guglielmo de Puppi che aveva negozio di macchine da cucire, armi ecc.

 

1629 ( Marrone )

° 1561, sett. 9. «D. Francesca filia nob. d. Raimundi de Pavona, uxor mag. Francisci de Cominis fabri murari, vendidit ser Iosepho Razo mercatori Utini domum unam ruinosam in Foro veteri iuxta stratam Fori vetéris, iuxta viunculam tendentem Sotto Monte, iuxta domos illorum de Bravis mediante quadam cale et iuxta domos heredum q. ser Sebastiani Orgnani et iuxta ***»' (not. Giovanni Antonio Attio).

* 1705, magg. 14. «- Giovanni Domenico Vicario di - Vincenzo -, salda la feudalità - in vigor di decreto sive licenza hoggi ottenuto da questo ecc.mo regimento -, vende - al - rev. - don Francesco Moruzzola, pievano in - Butrio -, una di lui casa - situata nella contrada di Merchà vechio, anessa ad altra d'esso pievano e - di lui fratello - coi suoi confini nella stima del sig. Andrea Corradino, publico perito -. E ciò per lo prezzo - di d 722 L 1 s 18 -» (A.s.u., N., Girolamo Dell'Oste, 7907, IX instr., f. 167`-168`).

* 1774, sett. 30. La casa è gravata di un censo a favore del convento di S. Pietro M. Un'annotazione a margine della pagina riportante la confinazione effettuata nella data sopra scritta, indica l'anno 1582, che potrebbe essere quello iniziale del livello. La confinazione è condotta dal pubblico perito Antonio Codutti: «Casa situata - in Mercavechio, possessa dalli sigg. rev. d. Domenico e fratelli Martinelli - per acquisto da essi fatto dalle sign. Moruzzule, censiva al - convento -; dissero confinar a lev. con 1'androna Sottomonte, mezodí - Osvaldo q. Zuane Cortelezis, pon. con strada publica di Mercavechio, et a tram. con la nob. - Vittoria Orgnana -; sopra la qual casa - Domenico e fratelli Mar

tinelli pagano in loco delle sign. Moruzzule al - convento d'annuo censo perpetuo in contadi - L 12 s 8» (A.s.u., c.R.s., 783/9). 1801. Francesco Martinelli (Nomenclatura, f. 60").

* Affittuale Giuseppe Clocchiati (ibid.). 1809. Proprietà del sac. G.B. Bianchi (Registro delli aloggi, f. 45").

* Vi abitano l'agente Odoardo Marno e il peltraio Giuseppe Perini (ibid. ).

° 1822. È di Francesco e sorelle q. Antonio Bernardinis (A.M., 1822, b. 68).

1837, sett. 5. Giovanna Martinelli Del Missier e Giovanni Del Missier coniugi vendono a Carlo Annoni la casa 1629 «quale consiste in una fabbrica guarda il Mercatovecchio, composta di bottega a pie' piano, andito d'ingresso con camere in primo e secondo piano, e suo grannaro in terzo piano, con corticella, scale e due pergolati a tram. di essa corticella in unione al magazzino che si estende sino al Sottomonte; piú dal corpo della casa - guarda la contrada detta di Sottomonte al c.n. 1617 -. Tutte unite esse fabbriche - confinano a lev. - Sottomonte - mezz. parte il demanio e parte - Antonio Molari in loco delli eredi Bernardinis, pon. - Mercato Vecchio, ed a tram. il nob. Massimiliano Orgnani e parte li eredi del fu - G. B. Bertuzzi. Questa - vendita viene fatta - per - austr. L 6387,42 -» (A.s.u., N., Riccardo del fu Antonio Paderni, 10489, 10996).

1846, magg. 1. Il n. 1629 è di Carlo AnnoniZ. Vedasi n. 1630.

* 1852. Proprietà di Carlo Annoni (Competenze, II, f. 6").

* 1876. Tipografia e libreria di Carlo Delle Vedove' (COSMI-AVOGADRO, 98, 115).

* 1883. Tipografia e libreria di Antonio Cosmi' (AVOGADRO, 147, 157).

1910. È dell'avv. Geatti. Bottega di privative.
 

 

1651 ( Nero-marrone )

* 1640, giugno 27. «In Udine, in la contrada di Mercavecchio, in casa dell'infrascritta signora Anna Franceschinis, in la stancia drio la botegha -» (A.S.u., tv., Giacomo Causilico, 7266, Instr. XII, f. 17`-18`).

1641, giugno 11. I figli del q. Lorenzo Franceschinis e di Anna Blozzo, guantai, che avevano data a godere al sig. Valentino Orgnani, notaio una casa, posta presso il porton del castello (1) per d 250, chiedono di poterla vendere al sig. G.B. Bartoloni, loro cognato, per d 500, con patto di recupera (s.C.U., ms. DD. IV, f. 71`-71").

1641, giugno 11. I figli del sig. Lorenzo Franceschinis vendono a G.B. Bartoloni fu Francesco, abitante «in Udene, nella bottega del Jesus», la «casa posta al porton di castello, già avuta a godere dalli nobili - Frangipane fin l'anno 1613, 31 gennaro, per mano del q. Pietro Fistulario» e quindi acquistata per libera e propria nel 1610, ag. 12, atti del not. Rocco Carminati (ibid.).

* 1642, marzo 24. «Nella bottega de' sigg. Franceschini,, guantari, cioè nel magazeno di dietro» (B.c.u., ms. DD. IV, f. 72'-73').

* 1643, lug1. 2. «Il sig. G.B. Bortoloni -, mediante la cessione fattagli nell'instrom. delli 12 magg. passato dalla nob. - Cecilia figlia del q. - Placido Varino, con l'intervento del nob. - Antonio Soardo suo consorte, ha - rinonciato tutte le ragioni - per lui - acquistate nel detto instrom. sopra una casa posta nel recinto del castel pretorio alla sinistra dell'ascesa cum onere et onore -, perché S.E. ha rimborsato a detto - Bortoloni d 150, che egli confessa aver ricevuto in contanti da m. Pietrantonio Navarra in nome del medesimo - luogotenente -;» d'altra parte «rinoncia assolutamente in perpetuo ad esso - G. B. - quella parte di cortile ed orticello col fondi di detta casa che resterà intatto dalla fabbrica della scala nella montada del castello verso mezzogiorno, all'effetto di che S.E. ha fatto l'aquisto di essa casa per render piú confacevole l'architettura ed abelir il prospetto del medesimo castello con la demolizione di quella che l'occupava. Perché all'incontro il sig. G. B. contenta che nella fabbrica della scalla possa S.E. pigliar quella parte che del suo orto nel cantone, che occorrerà per ben situarla alla total soddisfazione di S.E., che promette - di mantenir ad esso e sucessori - la porzion di sito e piana predetti liberi anco ed esenti d'ogni carico e gravezza -» (B.c.u., MS. DD. IV, f. 74`-75`, not. Bernardino Orgnani).

* 1658, sett. 28. «Fatto in Udine, nel studio del sp. sig. Francesco Sala - appresso il portone del castello» (A.S.U., N., Orazio Agricola, 7735, Instr. I, f. 32`).

* 1658, dic. 29. «- Antonio figlio del q. - Bernardin Orniano -, per nome suo e delli - fratelli minori -, ha - dato - al sig. Valentino Orniano, suo zio paterno -, tutte le ragioni che hanno sopra le due stanziette terranee o studii situati presso il porton del castello -, l'uno di presente tenuto per detto Valentino e l'altro per il sig. - Tomaso Salla, già acquistate per instrom. publico per - Bernardin loro padre dalle - sorelle Frangipane di Castello, sive dal nob. - Francesco Savorgnano habitante in Artegna -; e questo perché detto ser Valentino assume in sé l'obbligo contratto per detto - Bernardin con esso instromento, che è di corrispondere - annualmente - a detta sign. Frangipane, sive sig. Savorgnano, ducati quattordici -» (A.s.U.,N., Paolo Fistulario, 7706, 1 instr., f. 38"-39`).

* 1690, nov. 24. Studio del not. Antonio Orgnani (A.S.U., N., Antonio Orgnani, 7846, XIX istr., f. 11 1 `).

* 1702, nov. 10. Vi abita Lia Franceschinis n. Zapetti (A.S.U., N., Girolamo Dell'Oste, 7907, VIII instr., f. 265`-266`).

1734, magg. 4. Rev. G.B. Bartoloni e Francesco q. Antonio vendono la casa a Francesco, pre' Gregorio e Martino fratelli Rizzi per d 1300. «Detti Bartoloni rilasciano alli Rizzi tutti li mobili esistenti nel mezodo della - casa, eccettuato il specchio -; essendo la casa - feudale, dovranno li - Bortoloni soccomber per l'investitura ed a qualunque spesa che occorresse per tal motivo -» (B.C.U., MS. DD. IV, f. 75"-77`).

* 1737, nov. 27. «Fatto in Udine, in casa del sig. Francesco Rizzi, appresso il portone del castello» (A.S.U., N., Giovanni Daniele Caratti, 8075, Instr., f. 71'-71").

1801, Mons. canonico Rainis e nipoti (Nomenclatura, f. 61").

* 1809. Appartiene a Francesco e fratello Rainis, che vi abitano (Registro delli aloggi, f. 44`).

1819, marzo 10. È di Francesco, Innocenzo e Raffaele q. Michele Rainis (A.S.U., C.A. t, 24/XI, 865 Orn. II C).

* I Rainis «per 1'interne operazioni fatte nel1'orticello annesso alla casa stessa, devono demolire d'un piede e mezzo circa il muro vecchio di loro ragione, che serve di confine e di chiusura al predetto orto dal lato di mezzodí. Questa piccola demolizione si fa, perché l'orto sia piú ventilato e solleggiato, e nello stesso tempo per rendere piú regolare il muro e coprirlo nella sua sommità onde preservarlo dall'ingiurie del tempo. Con questo muro guarda quella porzione di riva, che conduce al castello subito passato il portone: cosí i sopradetti fratelli prima d'intraprendere questa demolizione - hanno creduto di far nota di tal operazione a questa - deputazione comunale e nello stesso tempo di fare - istanza perché venghi permessa l'operazione medesima assolutamente innocua». I1 permesso è accordato (ibid.).

° 1850. È di Ferdinando Corradini (A.M., Atti Ornato 1843-1851).

* 1852. Proprietà degli eredi di Michele Rainis (Competenze, 11, f. 6').

(1) L'espressione «posta al porton del castello» richiama un atto del 23 sett. 1529: «Utini, in domo nob. scr Danielis de Andriottis penes portonum castri, nunc tenta et habitata per sp. d. capitaneum civitatis Utini -» (A.S.U., N., Gabriele Gozzadini, 5817, lstr. ]529-1531, f. 21,).

BIBLIOGRAFIA

Archivum... Catastico, 1, 294; BATTISTELLA, Il Casello, 52.

 

1658 ( Blu-giallo )

1801. Sorelle Castelli (Nomenclatura, f. 62"). * 1809. La casa appartiene ad Angela e sorelle Castelli, che vi abitano e ospitano la famiglia del sarto Giuseppe Castellani (Registro delli aloggi, f. 45").

* 1836, giugno 8. G.B. del fu Cristiano Orgnani chiede il permesso di restaurare con urgenza il coperto della casa in questo castello al n. 1658: «la metà del - coperto sta per sfracellarsi -». Il capomastro addetto ai lavori sarà Francesco Presani, detto Quaini. Il permesso è accordato (A.S.U., C.A. I, 254/X, 2979 Orn. II C).

* 1848, magg. 17. Stato e grado dell'edificio (B.C.U., ms. 852, Fabbricati e fondi privati nel castello di Udine. Catasto provvisorio in corso, VI).

* 1848, lugl. «Casa con cortile ed orto alli c.n. 1658 e 1658 A e B, proprietà del dott. G.B. Sigismondo q. Cristoforo Orgnani». È valutata L 15000 (A.S.U., ms. 882, Minuta di stima, VI, con schizzo della pianta).

* 1849. Vedasi n. 1659.

* 1852. Proprietà dell'erario, compresi i n. 1658 A e B (Competenze, II, f. 7").

BIBLIOGRAFIA

CLODIG, Dei soci onorari, 144; [CORGNALI], Un mur dal 1291; FORLATI, Restauri, 55-56; PERUSINI, Castelli, case fortificate, 50; Restauri a Udine, 200.